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Giacomo AGOSTINI: essere il più grande

Il SuperIO del Campione

Contro chi devi lottare quando sei tu l’uomo da battere? Quando sei una leggenda vivente e quando tutti riconoscono che sei tu il migliore? Devi combattere contro te stesso.


E’ questo il destino dei più grandi tra i campioni, quelli che diventano leggende, che sembra che abbiano i superpoteri e che vincono con facilità mentre gli altri arrancano. Quelli che sembrano nati per quello sport e fabbricati su misura per la vittoria. Quelli che tutte le donne desiderano e che tutti noi vorremmo essere almeno per un giorno, perché dalla nostra prospettiva sembrano così perfetti, così invincibili, convinti che il loro momento di gloria non avrà mai fine.

Giacomo AGOSTINI e Mike “The Bike” Hailwood

Non è una battaglia facile combattere contro il proprio IO. Essere una leggenda crea aspettative sempre più grandi nei tuoi confronti e tutti si aspettano che tu vinca sempre, che batta ogni tuo record, che ti vada
sempre tutto bene e che a te l’anteriore tanto non parte mai perché sei il campione.

Beh, non è così.

Lottare contro il proprio fantasma creato ad hoc da un manipolo di giornalisti e inseguito dai tifosi non è facile. Perché lui è un campione perfetto, mentre tu rimani sempre un uomo. Perfettibile nel suo modo di fare, rimani comunque un uomo che può scivolare, proprio perché ci metti più gas di tutti gli altri, più concentrazione, più voglia e più grinta. Quando sei il campione hai due scelte: o ti ritiri perché ormai hai vinto o continui a lottare perché vuoi vincere contro te stesso. E’ questo il destino degli iridati.

Cosa spinge alcuni di loro a continuare? Perché non accontentarsi? Non è facile rispondere a queste domande, ma a me piace pensare che stia proprio lì la differenza tra il campione e la leggenda. La leggenda accetta una sfida
ancora più grande, una sfida sovrumana contro il superIO, analizzata dai filosofi senza una risposta, perché una risposta univoca non c’è. Solo il campione leggendario può capire come battere se stesso.

Rivalità

Ago è stato sfidato dai più grandi della sua epoca e da quelli delle epoche successive che per 50 anni hanno tentato inutilmente di batterlo, almeno finora. Le imprese di AGOSTINI riecheggiano nel tempo e attraversano la storia fino a arrivare a quelli della mia generazione, che purtroppo non avuto la fortuna di vivere dal vivo le sue vittorie. Ma dai racconti di chi c’era, si capisce che è leggendario, per il suo modo di fare, per il modo di guidare, per quel modo di essere campione sempre, di essere talmente tanto puntiglioso da far innervosire persino i già fin troppo precisi meccanici giapponesi della Yamaha, quel modo unico di cercare sempre la perfezione e la pulizia in ogni gesto, di non aver paura di nessuno e di non aver paura di affermare di essere sempre il migliore, nel corso delle generazioni, anche con i capelli bianchi in testa.

AGOSTINI è unico. Così come uniche sono le leggende dello sport e non c’è bisogno di raccontare dei duri duelli con Jaarno Saarinen o Kenny Roberts all’ultima curva o con Renzo Pasolini che gli mordeva gli scarichi e lo faceva incazzare, perché tanto alla fine davanti c’era sempre AGO, perché era il più veloce di tutti, anche di se stesso. Lo hanno sfidato tanti compagni di squadra come Mike “The Bike” Hailwood e tanti campioni come Valentino Rossi e Marquez lottano ancora oggi contro il suo fantasma ed il suo record
imbattibile. Quel fantasma che vedono sempre da lontano, quei 15 titoli mondiali, quel campione sulla MV Agusta che a distanza di anni, ancora nessuno riesce a raggiungere.

Non posso credere che Agostini sia un essere umano

Kenny Roberts

Daytona 1974

Chiedetelo a Kenny Roberts che a Daytona74 già si sentiva la vittoria in tasca perché Ago aveva clamorosamente abbandonato la MV Agusta ed era passato per la prima volta su una bicilindrica Yamaha che a detta di giornalisti e critici non sapeva guidare. Ago-Dago e Ago-Daisy lo definirono i giornali locali. Le leggende spesso incassano, stanno zitte, perché poi sanno che è la polvere a parlare. Stabilire chi la mangia e chi sta davanti è tutto nel motociclismo.

Non posso credere che Agostini sia un essere umano” disse un Kenny Roberts secondo arrivato ancora ricoperto della polvere degli scarichi di Ago. Sì perché Ago rispose alle critiche feroci e a tutti quelli che ancora non gli avevano perdonato di essersi venduto allo straniero e di aver tradito il conte Agusta. Agostini bastonò tutti per ogni singolo dei 52 giri della gara, imponendo un ritmo che nessuno era in grado di sostenere. 52 giri per ribadire di essere il campione perfetto, malgrado i 32 anni. 52 giri per allontanare i fantasmi e per guardarsi allo specchio e vedersi ancora superiore all’immagine riflessa.

Non solo numeri

Giacomo Agostini sulla Yamaha a Daytona 1975

Nel 1968, nel 1969 e nel 1970 vinse tutte le gare delle classi 500 e 350 nel motomondiale;
Insieme a Hailwood, è il pilota che ha vinto più gare iridate (19) in uno stesso anno (1970);
È l’unico pilota italiano ad aver vinto la 200 Miglia di Daytona, l’ultimo pilota ad aver vinto una gara iridata nelle classi 350 e 500 con moto a quattro tempi ed il più anziano pilota ad aver conquistato una gara nella classe 750 del Motomondiale, vincendo in
Germania sul circuito di Hockenheim, il 25 settembre 1977.

Agostini su MV Agusta 350

Ha conquistato il suo 15° e ultimo titolo mondiale a 33 anni.
Nella storia del Campionato Mondiale di Velocità, è il pilota che ha conquistato il maggior numero di titoli iridati, vincendo 123 Gran Premi e salendo sul il podio in 163 delle 190 gare valide per il titolo mondiale.
Nella classe 500 ha ottenuto 8 titoli mondiali con 68 vittorie nei GP e, nella “350”, 7 mondiali e 54 vittorie nei GP. In “750” ha vinto un solo GP.
Tra i grandi della storia del motociclismo, è l’unico ad aver vinto un numero di titoli (15) superiore al numero delle stagioni disputate (13).
Il suo palmarès si fregia anche di 18 titoli nazionali (16 nel campionato Italiano Velocità, 1 nel campionato Italiano Velocità in Salita e uno juniores) e di un totale di 311 vittorie in gare ufficiali.
Saarinen, Pasolini, Hailwood, Read, Ivy, Kenny Roberts, Sheene: Ago li ha battuti tutti.
E’il più forte della storia del motociclismo.
E’il più grande.
E’ Giacomo AGOSTINI.

A.F.

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